Il Massaggio Ritmico secondo Ita Wegman

“Il vero massaggio curativo, come in genere il curare, è un’arte e non una tecnica, anche se, naturalmente, la padronanza di una tecnica specifica ne costituisce una base, come in ogni arte”.
Liberamente tradotto dall’introduzione di “Massaggio Ritmico” di Margarethe Hauschka

Ita Wegman (1876 - 1943)

Ita Wegman (1876 – 1943)

Il Massaggio Ritmico è un intervento generale sull’organismo. E’ un ampliamento dell’approccio classico al massaggio e si basa sulla conoscenza dell’uomo sviluppata secondo una concezione organica, che vede l’uomo composto di corpo, anima e spirito.

Ricchezza e specificità  delle forme, vitalità  dell’elemento ritmico: il ritmo è ciò che eleva l’elemento fisico materiale dalla pesantezza, permette ai tessuti di aprirsi e di respirare in profondità  e ai liquidi di fluire.

Il contatto della mano, l’elemento calore, la cura delle prese e del contatto aiutano a portare calore vitale e a sviluppare nel paziente una percezione consapevole della propria superficie corporea.

Rapporto dell’uomo con il mondo della natura. I processi del mondo vegetale sono correlati con quelli dell’organismo umano. Nel Massaggio Ritmico si utilizzano oli che esprimono l’essenza calorica della pianta concentrata nel seme.

Cenni storici
Il Massaggio Ritmico nasce negli anni ’20 del secolo scorso all’interno di strutture ospedaliere svizzere. La dott.ssa Ita Wegman, che si era formata prima nel massaggio svedese e poi come medico, sviluppò ulteriormente il suo approccio nell’ambito della Medicina Antroposofica. La dott.ssa Margarethe Hauschka, sua assistente, ne approfondì la metodica dedicandosi allo studio delle prese e all’elaborazione delle forme.

 La dott.ssa Wegman partì dall’osservazione dei suoi pazienti e dei miglioramenti che dimostravano nelle condizioni generali (circolatoria, respiratoria, metabolica e di movimento) dopo i suoi interventi di manipolazione più o meno profonda dei tessuti. Osservò in particolare il vantaggio di operare con prese particolari che s’integrassero di più con i normali ritmi fisiologici dell’organismo (ritmo circolatorio, respiratorio, movimento peristaltico, alternanza di stimolazione-rilassamento del sistema nervoso centrale e periferico, simpatico-parasimpatico, ecc.). Riuscì a integrare questi interventi diretti sul corpo con le cure propriamente mediche, di cui principalmente si occupava.

Considerava l’organismo umano come unità  di sistemi. Il sistema circolatorio, linfatico, respiratorio, neuro-sensoriale, muscolo-scheletrico e tegumentario agiscono collegati, come riuniti da una più alta necessità. Li considerava come interagenti tra di loro e per questo in grado di ottenere di volta in volta il risultato più vantaggioso per il nostro corpo. La ricerca dell’equilibrio tra i sistemi portava in realtà  a considerare l’organismo come un’unità  biologica.
Lo sviluppo ulteriore del Massaggio Ritmico, nel corso del secolo successivo, ha portato al suo utilizzo in ospedali, cliniche e studi professionali, sia in Europa che negli altri continenti.

Nonostante il massaggio sia stato in generale un po’ trascurato dalla cultura attuale, che privilegia tecniche attive o articolari passive, oggi anche la moderna fisioterapia ha cominciato a confrontarsi con esso, apprezzandone la qualità  di approccio globale e la cura particolare nella manipolazione dei tessuti.

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Aspetti terapeutici specifici del massaggio ritmico
La peculiarità  di questo intervento è quella di essere in grado di dare respiro ai tessuti nei vari piani della pelle, del connettivo e dei muscoli, aumentando l’afflusso ematico e quindi l’ossigenazione dei tessuti. Le prese si presentano leggere ed aspiranti, prevedendo sia un movimento intrinseco della mano, che un movimento della mano sui tessuti.

 

La presa dovrà  avere caratteristiche di contatto, pressione uniforme e successivo lento movimento di aspirazione dei tessuti. La manovra, che caratterizza il Massaggio Ritmico, dovrà  anche rispettare una sequenza temporale di presa lenta e trattenuta all’inizio e di rilasciamento più rapido dopo, seguito da una pausa. Ogni presa può essere eseguita più lentamente o più velocemente, ed è la relazione tra le due fasi di prensione e rilasciamento, che ne determina la qualità  e il ritmo. La qualità  della presa è anche modificata a seconda della zona corporea trattata e dell’obiettivo terapeutico. Si potrà  infatti decidere di portare nel tessuto maggiormente respiro, piuttosto che nutrizione o coscienza.

La pausa ha una funzione altrettanto importante che la manipolazione ottenuta dal movimento. Nella pausa possiamo vedere il momento in cui l’organizzazione corporea ritrova la sua unità  di sistemi o equilibrio. In fisiologia è possibile trovare un corrispettivo della pausa nella fase di ripolarizzazione (o riposo) della cellula nervosa, che fa seguito al potenziale d’azione. E’ noto quanto importante sia la fase di ripolarizzazione anche per la produzione di energia intracellulare.

Durante il massaggio viene prestata particolare attenzione anche all’organizzazione del calore. Durante una malattia infatti la distribuzione di calore nel corpo fisico è spesso alterata e questo può essere per il terapista un buon punto di partenza, sia per la diagnosi che per il trattamento.

 E’ tipico di un processo patologico alterare l’equilibrio e l’eccitabilità  di un tessuto (non solo delle cellule nervose, ma anche di quelle muscolari, ghiandolari, ecc.). La ripetizione di uno stimolo induce una modulazione della soglia di risposta che si ripercuote sulla biochimica cellulare e consente al tessuto di trovare un nuovo adattamento.

Il massaggio ritmico, con la sua stimolazione alternata, ha un’azione calmante diretta in primo luogo sul sistema nervoso e promuove inoltre un rilassamento mediato dei piani muscolari e articolari profondi. Anche il diaframma e la funzione respiratoria vengono influenzati beneficamente da questa azione mediata generale, anche se esistono manovre specifiche che possono agire direttamente sullo stato del diaframma e della gabbia toracica. C’è poi l’azione diretta sulla circolazione e sulla nutrizione dei tessuti (pelle, connettivo e muscoli), nonché sui liquidi, quindi sul sistema venoso, arterioso e linfatico.